GLI ISTRUTTORI

 

 

 

 

LIVIO   LIVERANI

 

Nato a Caracas (Venezuela) il 17.11.1949, nel 1965, ancora giovanissimo, ha iniziato la pratica delle arti marziali (judo, aikido, difesa personale) durante gli anni trascorsi fra i primi e secondi  gruppi speciali della Marina Militare NATO negli U.S.A. In veste di civile praticò il karate Shotokan raggiungendo la c.n. 1° Dan S.K.I.  con diploma sottoscritto nel 1984 dal maestro Kanazawa. Nel 1993 ha ottenuto il 1° Dan Kyudokan dal Sensei Oscar Higa. Nel 1994 e' passato al 2° Dan con certificato del Sensei Yuchoku Higa-Okinawa. Dall' 8 marzo 2008, a seguito di regolare esame, è passato 5° Dan, con diploma sottoscritto dal sensei Minoru Higa-Okinawa, attuale Presidente Mondiale. Dal febbraio 1999 è inoltre Docente nonché rappresentante ufficiale della scuola Ryukyu Kobudo RyuKonKai per la Regione Piemonte.

 

Nell’ agosto 2009 –in occasione del “OKINAWA TRADITIONAL KARATEDO WORLD TOURNAMENT”- ha ottenuto dal sensei Kotaro Iha/10°Dan Kobudo i diplomi di SanDan e di Coach/Allenatore Federale della RyuKyuKobudo RyuKonKai Okinawa.

 

NOTE: Accanito viaggiatore e avventuriero, nel 1998 è stato ufficialmente onorato con “DIPLOMA VIAGGIATORE VETERANO” dalla “Viaggi nel mondo S.r.l. di Roma”, Società per la quale opera, per aver contribuito con i suoi numerossimi viaggi in qualità di coordinatore all’evoluzione alternativa di scoprire il mondo anche in zone remote non solo spinto da un inesauribile desiderio di conoscenza , ma soprattutto recando aiuti (abbigliamento, medicinali, conforto ecc.) a villaggi e popolazioni del terzo mondo. Egli dice: “… Anche questa è arte marziale…”

 

Livio Liverani

 

 

 

 

 

MAURIZIO   CANEPARO

 

Nato a Torino il 5.9.1957, ha iniziato la pratica del karate all'eta di 16 anni presso il Dojo del maestro Sugiyama. Dopo un breve periodo di pausa per motivi di lavoro, ha ripreso la pratica del karate frequentando le migliori palestre di Torino in ambito Shotokan. E' stato il promotore della scuola Kyudokan nel Piemonte; difatti è stato il primo allievo piemontese che si allenò privatamente con il Sensei Higa. Da quel momento ha definitivamente rinunciato alla cintura nera Shotokan, per iniziare l'avventura con il karate di Okinawa. Dall' 8 marzo 2008, a seguito di regolare esame, è passato 5° Dan, con diploma sottoscritto dal sensei Minoru Higa-Okinawa, attuale Presidente Mondiale. Ricopre la carica di D.T. di Società e di Coordinatore, inoltre dal febbraio 1999 è Docente nonché rappresentante  ufficiale della scuola RyuKyu Kobudo RyuKonKai per la Regione Piemonte.

Maurizio Caneparo

 

 

RELAZIONE DEL D.T. REG. PIEMONTE LIVIO LIVERANI

 

Mi rivolgo a tutti coloro che, pur amando l'arte marziale in senso generico, sentono che gli manca qualcosa. Magari avvertono che esiste una forma di perfezionamento tecnico che non riescono a raggiungere; oppure una insoddisfazione derivante da un rapporto produttivo con il maestro; oppure, più semplicemente, non sentono sino in fondo quello che fanno.

In Occidente si dà troppa importanza al combattimento e troppo poca alla vera essenza della preparazione tecnica e spirituale degli adepti. Ad Okinawa invece, ti lasciano per trenta minuti in una posizione e, quando pensi di avere raggiunto l'impostazione fisica e spirituale perfetta, vengono a .... correggerti il pollice o a farti osservare che in quel momento non hai l'animo predisposto! ....

In breve, posso dire che si può anche raggiungere l'obiettivo di vincere un combattimento ad alto livello, però alla condizione di avere dapprima raggiunto l'unisono con sé stessi. Ciò vuol dire trovare, prima di tutto, l'armonia con sé stessi, con costanza, grande sacrificio, umiltà, amando sé stessi e il prossimo: e questa è la via del MUGEN, cioè la preparazione di noi stessi, che è senza limite e non finisce mai.

Il fondatore dello "SHORIN-RYU KYUDOKAN" il Grande Maestro "Yuchoku Higa - 10° Dan", ha portato a compimento la sua opera sotto l'influenza dei maestri Shiroma, Miyahira, Akamine, Kokuba e Chibana, grandi esperti di Shuri-Te, tipica e caratteristica arte marziale dell'isola di Okinawa prima che si affermasse il Karate moderno o Shotokan.

Sotto il profilo tecnico, il KYUDOKAN si caratterizza per la velocità e potenza. Le posizioni di base sono corte, potenti e compatte. I movimenti sono piccoli e veloci. I gomiti rimangono sempre molto vicini al tronco. Essenziale è il lavoro delle anche, dalle quali parte ogni altro movimento del corpo. La torsione circolare naturale di esse (incomprensibile ai meno adepti) e il circolo creato psicofisicamente da parte di tutti i movimenti permette di dirigere e di convogliare l'energia in modo fluido e coordinato.

Se vogliamo fare un confronto con il Karate moderno, che in Europa è il più diffuso "commercialmente", questo ha, rispetto allo Shorinryu Kyudokan, posizioni di base più allungate e statiche, pertanto anche più spettacolari da un punto di vista "artistico". I suoi movimenti sono ampi e ampollosi, la torsione naturale delle anche è appena accennata. Tutto ciò determina sicuramente una minore velocità d'esecuzione delle tecniche. Sono più facili da apprendere, ma meno intense, meno approfondite; manca la giusta armonia psicofisica e filosofica Zen, filosofia che ancora oggi determina il carattere buono, umile, ma deciso allo stesso tempo, del giapponese delle Ryukyu.

Del resto, mi sono accorto che in Europa e, soprattutto qui in Italia, il Karate moderno tende sempre più a trasformarsi in uno sport puro e semplice. Questo è un fatto gravissimo perchè lo impoverisce e lo rende insignificante.

Il Karate, sino dai tempi più antichi, è sempre stato un'arte, cioè un esercizio formale che richiede abilità tecnica accompagnata da istinto creativo, passione, amore disinteressato. In esso, i Katà, che contengono e riassumono l'intera esperienza Zen di generazioni di saggi maestri, sono l'elemento più importante, perchè sono gli strumenti con i quali si raggiunge un continuo perfezionamento tecnico. E il perfezionamento tecnico è poi alla base di quel miglioramento interno, spirituale, che è e deve essere il fine supremo del Karate.

L'agonismo e le gare non devono essere rifiutate per partito preso, ma devono costituire una semplice parentesi, limitata nel tempo, nel corso della vita di un praticante di arti marziali. Il loro valore deve essere inteso in senso relativo. Possono essere delle utili esperienze per meglio conoscere sé stessi e mettersi alla prova, ma non possono essere niente di più.

Non bisogna fare Karate, bisogna "essere tutt'uno con il Karate".

 

Liverani – Higa– Caneparo Tecnica di Sai Hombu Dojo Palermo